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Voyages au Levant, c' est - à - dire, dans les Principaux endroits de l' Asie Mineure, dans les Isles de Chio, Rhodes, Chypre, &c. De même que dans l
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Offer updated on 5/15/2021
5 volumi in-4° (265x205mm), pp. (10), 648, (12); (2), 565, (15); (6), 520, (12); (2), 522, (14); (2), 498, (14); legatura novecentesca m. pelle bionda e angoli con titolo e tomaison in oro entro duplice tassello bicromo ai dorsi. Piatti marmorizzati. Frontespizi in rosso e nero. Fregi tipografici in xilografia. Un ritratto del le Bruyn inciso su rame a mezzo busto all'antiporta del primo vol. e complessive 90 tavole incise su rame (tra cui 5 carte geografiche), molte delle quali ripiegate, raffiguranti le più significative località e monumenti toccati dal Le Bruyn nel corso dei suoi viaggi in Asia e in Russia (tutte le vedute sono da disegni presi in loco dal Le Bruyn stesso). Ampi indici in fine dei rispettivi volumi. Ex-libris. Timbretti e firme di privato possesso ai frontespizi. Sparse quanto usuali fioriture, qualche occasionale mancanza marginale non toccante lettere di testo. Esemplare assai bello. Edizione definitiva della traduzione francese, dall'imponente corredo iconografico, di queste due classiche opere di viaggio le cui prime edizioni avevano visto la luce in olandese (Reizen van Cornelis de Bruyn door de vermaardste Deelen van Klein Asia, de Eylanden Scio, Rhodus, Cyprus, Metelino, Stanchio ecc.; Reizen over Moskovie, door Persie en Indie). L'opera, fra i più significativi resoconti di viaggio del XVIII secolo, narra con grande abbondanza di notazioni geografiche, naturalistiche, artistiche, archeologiche (particolarmente rilevanti le descrizioni che egli lascò delle rovine di PersepolIi) ed etnografiche (talora debitrici anche a relazioni precedenti come il Voyage au Levant del Thévenot) del primo viaggio (1674-1693) e del secondo viaggio (1701-1708) dell'artista olandese dapprima in Grecia, nel Levante e in Terra Santa, e poi in Russia (dove effettuò una delle primissime descrizioni dei Samoiedi), in Persia e nelle Indie Orientali. Anche la resa iconografica dei luoghi visitati si sforzò di essere quanto più fedele alla realtà, costituendo così un netto progresso rispetto alle vedute talora parzialmente immaginarie che adornavano molti libri di viaggio del tempo. De Bruin’s travel account does not provide major new insights into Persian society, life, and customs, but it is a straightforward, thorough, and balanced account, without the elements of fantasy that mar most other works by contemporary travelers to Persia, particularly in their discussions of Persepolis. It is thus both a reliable and a richly illustrated work that throws light on changes and adjustments in the country since the visits of the 17th-century travelers. As de Bruin drew most of the illustrations from life, they are much more accurate and reliable than those of his predecessors. In particular he devoted much of his time to making drawings of Persepolis and to correcting the errors of Engelbert Kaempfer, Jean Chardin, and other earlier visitors. (Willem Floor in Encyclopaedia Iranica, VII, 2, pp. 173-174). Cfr. Brunet, III, 911. Schwab, 345. Ghani, 221. Cox...
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